Avete all'improvviso bisogno di un paio di forbici a Taipei? Facile. Andate dentro il primo negozio che vi capita (nel mio caso un negozio di scarpe) e chiedete "posso usare un attimo le vostre forbici?". Riceverete le forbici ed un sorriso. GRATIS.
Il concerto di Madonna condiviso con gli amici e le 10mila ore di Mahjhong -con l'invidiabile vincita di 10nt (circa 30 centesimi)- concluse con un sushi al night market.
Colori. Cose da mangiare. Cose da mangiare Thailandesi. Signorine seminude. Tanto alcool. Signorine ubriache seminude. Amy's Cucina. Senza-il-pollo. Wu Chun. Infradito. Pantaloni Hawaiiani con gli ibiscus. Ibiscus da mettere nei capelli. Ibiscus. Farfalle. Cascate che mi dicono che ci sono ma sono troppo difficili da raggiungere con le infradito. Bonazzi. Surfisti. Bonazzi surfisti. Casette colorate. Taaaaaaaaaaaaaaaaaanta musica. Mavis. 100%. Pilot monkey. Party sulla spiaggia e altre signorine seminude. Sorrisi.
Ovvero. 52 -grasse- possibilità per la Pappu di vivere avventure nel mai esistito, come ormai dovrebbero BEN sapere i lettori di questo blog.
Sabato mi sono tolta l'incredibile soddisfazione di vivere PER DAVVERO una situazione che credevo possibile solo nei film americani: il party *a sorpresa* nella super-mega-suite con i retrocazzi a turbina.
Tutto come da programma. Il ricchissimo buffet occidentale con tanto di pasta al forno.
Il micidiale cocktail "ma tanto è fruttato e poco alcoolico" -STESA- e qualche birretta.
The party girl, accolta nella suite con un SURPRISE da copione.
Tanta bella gente. *TANTA* bella gente.
E finire a chiacchierare sul lettone gigante, mentre alcuni guardano la TV (megaschermo 1) o giocano alla wii (megaschermo 2) o broccolano ammirando la splendida vista.
La lotta per il treno è stata davvero DURA. Ma, in fondo poi, sono anche queste le cose che ti rimangono.
E' stata ardua anche la scelta del colore della lanterna, poi caduta sull'azzurro (per soldi e lavoro), ma solo perché il viola (per università e test) l'avevano finito.
Naturalmente si è mangiato, si è incontrata tanta gente amichevole e gentile e, più che mai, si sono condivisi desideri e auguri.
Una religione, la loro, che porta a preoccuparsi di questa vita. Il futuro dei figli, la famiglia, la propria affermazione nella società. Certo. Ma agli dei si chiedono anche i 100 punti del test, la macchina nuova, un buon fidanzato. Che poi, alla fine, non è che in Italia ai Santi si chiedano cose tanto diverse. Ma, almeno, loro, lo ammettono apertamente.
E sono felici. Condividono, mangiano, sorridono. Perché gli dei sono lì per darti una mano, per spronarti a dare il meglio, per darti risposte. E se la risposta non va bene. Si domanda ad un altro dio.
Non c'è peccato, non c'è dolore. Loro non sono, assolutamente non sono, gementi piangenti in questa valle di lacrime.
E così finisco per chiedermi. Perché loro non posso essere anche io?
Ed eccola, reduce da un weekend pieno di the, fiere, tigri, incenso, mahjong, famiglie e taaaaanto cibo. Fine settimana che ha visto, se non è di certo la linea, almeno migliorato il cinese (the best compliment award a"eh... mo' bisogna stare attenti e quando si sparla di te farlo in Taiwanese, altrimenti capisci...") e, soprattutto, un'impennata del mio pratical Taiwanese: da circa 2 parole a quasi 10 e vocabolario che ora comprende anche un utilissimo "ma tu sei fuori!".
Nuovo mirabolante weekend. Con trasferta inclusa, questa volta.
Venerdì sera, Fiera Internazionale del Libro, con sezione speciale per manga e affini. Putroppo sono arrivata troppo tardi ed i cosplayers erano già andati tutti a casa da mamma, probabilmente pronti per affrontare un'altra giornata di fiera il sabato. Peccato. Le foto non sono molte, ma rimangono indelebili nella mia mente i superposter turbominchiagiganti di tutte le nuove uscite editoriali, compresi yaoi, hentai e tutti i vari romanzoni similporno per signore. Purtroppo, solo in cinese.
Sabato e domenica, invece, a Shenzhen, con toccata e fuga a Hong Kong giusto per dare l'ennesima sbirciatina alla baia al tramonto.
Motivo del viaggio? Vedere questo film qui (due volte), mentre, per una sfiga che non vi racconto, il protagonista di tale pregiata pellicola si faceva fotografare bel bello in un evento per delle cremine Shiseido nel centro di Taipei. (Brutte) congiunzioni astrali, che ci volete fare.
Ma. Il divertimento è stato massiccio e le cose (buone) mangiate davvero tantissime.
Gli insettoni cattivi con i tutoni di gommapiuma non li vedevo dai tempi di Megaloman nel 1979. Ergo, lui, il buono, non era solo DT ma DDT (la battuta la capiranno in 5, ma era troppo terribile ed andava fatta). Sala stracolma e spettatori a dire poco *entusiasti*: età media 3-5 anni, naturalmente. Io quindi alzavo la media di 0.15 anni da sola in una sala da 200 persone. Forse non proprio se si considerano le mamme, una delle quali ha spiegato dettagliatamente al pargoletto suo TUTTO il film. Se mi fosse sfuggito qualcosa tra il cinese di mainland e i sottotitoli in semplificato, nessuna paura: avevo la mamma di backup e stavo tranquilla. E comunque. IL FILM PIU' GAY CHE LA STORIA RICORDI. E la *mia* storia di film gay ne ha visti TANTI, eh.
Conclusione? Sono tornata a casa con un babolone che parla mentre gli lanciano i componenti.
E anche un iphone tarocco da 65 euro che ha anche la TV. (E sono TANTO FELICE).
Da quando vivo a Taiwan, non vi ho mai parlato dei guidatori di autobus. E questa, credetemi, è una gravissima mancanza.
Cominciamo col dire che io li amo. Tutti. Ma non esattamente per i loro skills alla guida. Stare su un autobus nel centro di Taipei, infatti, comporta più o meno lo stesso consumo di calorie del fare surf per circa tre ore. Col mare mosso. E sviluppa anche gli stessi muscoli ed un analogo senso dell'equilibrio. Quindi no. Non li amo per come guidano, anche se, dopo un po' di mesi, ci si fa anche l'abitudine.
Li amo perché sono PUCCIOSI.
Dovete sapere che ogni guidatore ha un proprio autobus. E, a scanso di equivoci, c'è proprio scritto il suo nome sopra.
(Questa foto è presa da un drama perché non avevo voglia di correre dietro ad un autobus per farla, ma vi garantisco che dietro ogni mezzo c'è il nome del suo guidatore. E, per la cronaca, di solito nei drama lo ombreggiano).
Per questo motivo la personalizzazione del proprio "ambiente di lavoro" diventa quasi d'obbligo. Ma qui non si parla dei soliti santini o delle foto del pargolo. No. Qui si tratta di quanto il guidatore voglia rende accogliente per il consumatore il SUO autobus. Si parla di piante VERE, si parla di tendine a pois e con le frange, si parla di enormi panda che ballano sul cruscotto. Uno dei miei preferiti è l'autista del 907 delle 7.40 di mattina. Questo simpatico omino ha messo dei fiori di pelouche in tutto l'autobus, in modo che tu, povero pirla che stai andando a lavorare alle 7 del mattino, vedendo quel fiorellone lì, che ti sorride appeso sulla macchinetta obliteratrice, possa iniziare una giornata un po' meno di merda.
E non vi dirò che, naturalmente, le decorazioni sono stagionali. In questa settimana di Natale, per esempio, molti dei guidatori sono vestiti da Babbo Natale. E sto parlando *sul serio*, eh.
Così. Solo per farti sentire MEGLIO.
I percorsi degli autobus sono "circolari", nel senso che non tutti i mezzi fanno la stessa strada all'andata ed al ritorno. In questo senso non c'è un vero e proprio "capolinea". In tutti questi mesi mi sono quindi domandata quando questi poveretti si fermassero per pranzo o per far pipì, visto che MAI mi è capitato che qualcuno dicesse oh! smonta che devo anna' a magna' se non di notte, a fine del servizio. In attesa di rispondere in maniera definitiva all'annosa questione, vi posso dire che, una volta soltanto, ho visto un autista andare in bagno: all'incrocio, in attesa del verde, si è aperto la portiera davanti, si è letteralmente LANCIATO giù dall'autobus ed è corso dentro un bugigattolo (evidentemente un bagno) all'interno di un cortile. Dopo 22 secondi era di nuovo sull'autobus. E mancavano ancora 18 secondi al verde. Rispetto. (Sì, a Taiwan c'è l'indicatore dei secondi per l'attesa del rosso. Non mi sono messa a cronometrarlo apposta).
Sebbene in molti autobus sia annunciato e venga scritto il nome della fermata successiva, molti autisti "vecchio stampo" sono abituati a "chiamare" la fermata ad alta voce o, più comunemente, con un microfono che hanno vicino al volante. E moltissimi di loro, ad ogni singola persona che sale o scende dall'autobus e vidima il biglietto, dicono "GRAZIE". Non sto scherzando. Ad OGNI PERSONA. Inoltre, e mi è capitato molte volte, quando ti finisce il credito residuo della carta dei mezzi pubblici e stai pagando in discesa dall'autobus, ti sarebbe richiesto di saldare il conto con le monetine. Ma dato che loro sono PUCCIOSI e che quello che conta VERAMENTE è non farsi superare da altri autobus della stessa linea (e SUCCEDE), nel 99% dei casi l'autista ti dice 沒關係,沒關係 "non importa, non importa". E ti fa scendere lo stesso. Senza pagare. Perché *SA* che la tua prossima mossa da cittadino taiwanese, sarà quella di andare a ricaricare la carta.
Per finire, dato che il parere dei consumatori è IMPORTANTE, su ogni autobus c'è un apposito "spazio per i commenti" con tanto di penna disponibile e foglietti prestampati, dove esprimere il proprio disappunto o il proprio apprezzamento al sistema dei mezzi pubblici.
Stili diversi, musica varia e la solita abbuffata finale. E la Pappu che viene sempre più invitata AGGGGRATIS in cambio delle sue fotografie. Non male per una malata di musica dal vivo come la sottoscritta.
Vediamo. Le assurdità si susseguono come cartine di caramelle gettate sul pavimento. Per fortuna c'è 我在, così tutti possono seguire le mie inutilità in diretta. Ma, nel caso ve ne fosse sfuggita qualcuna.
1. Curry e Pappu al cinema. Scoprono che il film che stanno per vedere è IN RUSSO. Ma non c'è problema. Perché ci sono i sottotitoli in CINESE.
"Александр Васильевич !!!" "亞歷山大" "Анна Тимирёва !!!" "安娜"
[No, i cinesi si rifiutano di tradurre anche i cognomi, che, peraltro, i russi continuano a ripetere per intero]
2. Invitata alla sfilata di Marc Jacobs, che manco sa chi sia, ammette, limite suo, la Pappu riesce a non riconoscere non solo famose star del cinema di altissimo calibro (tipo l'unica artista cinese ad essere stata candidata per un Oscar), ma anche VIP meno noti, ma che LE ERANO GIA' STATI PRESENTATI. Sono il mito di me stessa.
3. La Pappu, visto che già non usa Skype e MSN, ha pensato bene di installarsi anche QQ così potrà NON usare anche quello. Dopo un giorno arriva già il marpionissimo cantonese di 29 anni, che dopo 10 minuti che chattiamo mi dice "davvero sei stata in Italia?" e io "beh, sì, sai... essendo ITALIANA..." e lui "non l'avevo capito! Ma scrivi in cinese!". Ok. O il mio cinese scritto SPACCA o lui è un turborincoglionito. (Io mi gioco la seconda).
4. A 新北投 è iniziata la stagione degli hotsprings. Così il comune ha adibito una metropolitana, fatta ad immagine e somiglianza di un onsen locale, per trasportare i visitatori nei luoghi delle terme. Tutto in finto legno con tanto di tradizionali botti per lavarsi (salvo che queste hanno dentro ultratecnologici televisori LCD).
PECCATO. Peccato che, nel frattempo, il MIO 溫泉 preferito chiuda, per ristrutturazione, per almeno 4 mesi, dopo che "il signor Mario", overo l'omino addetto alla distribuzione delle chiavi e delle cuffie, avendomi presa in simpatia, mi aveva dato coupons per entrare a 100nt invece che 300nt più o meno fino al prossimo MILLENNIO. Ora mi toccherà andare a trovarne un altro altrettanto bellino per sopperire all'astinenza in questi mesi di assenza.
5. Fare delle lasagne con il dolceforno Harbert è possibile. Questa la straordinaria e recente scoperta di alcuni ricercatori che hanno cotto 6 teglie del famoso piatto tradizionale italiano in un fornetto scalda brioches di 25x25x30 cm. Unico inconveniente? Dopo l'ultilizzo il fornetto muore stremato. Pazienza, la cena della famiglia è un successo.
Ma. Forse poi era amore davvero. Ma. Chissenefrega.
Sono passata dall'essere talkative al conversational passando dal passionate. Se riesco ad arrivare all'enthusiastic avrò portato a casa un risultato notevole.
Comunque.
Anche se non leggono e non potrebbero neanche, visto che scrivo in italiano, ringrazio per l'eccezionale serata la PerfettaFanFan, 超帥James, il piccolo Quark (che poi è Mirko) e 立遠 aka Lenny, che tre mesi a Londra hanno trasformato dal "taiwanese che quasi non lo noti neanche" al "dandy persino sotto alcuni aspetti figo".
In particolare ho avuto quasi un momento di commozione quando ho realizzato che Lenny è l'unico autoctono che sa cosa siano il SARCASMO e l'IRONIA e quindi, se io mi dimentico di NON usarli, NON mi guarda con occhi a palla chiedendomi "DAVVERO? 真的嗎?". Lo ringrazio soprattutto per avere condiviso con me l'immagine della Pappu che dice qualcosa, nessuno ne coglie l'ironia e l'iconografico corvo le passa sulla testa, nonché la rivelazione del probabile side comment mentre la Pappu è il bagno: "ma tu capisci perché pensa di essere simpatica? Bah... io no". Quelli della Sarcasm Society mi farebbero testimonial onoraria per la brillante conversazione di stasera.
E comunque tutto ciò mi ha fatto scoprire che nel Regno Unito il sarcasmo è talmente importante che, nei sottotitoli per i non udenti, un (!) viene messo prima della frase se questa è detta in tono sarcastico o ironico. Li amo.
Volevo raccontarvi della sciùra Maria che, al night market di 士林, mi regala sempre un piattino extra di mochi (<- questo è giapponese, eh! "餅") al forno. Anche se ne compro soltanto uno. Volevo raccontarvi che stasera mi ha pure dato la zuppa di 紅豆 (fagioli rossi) e anche il 綠茶 (the verde) da portare a casa. Volevo raccontarvi che, preoccupatissima che non avessi il microonde, mi ha salutato dicendo "e ricordati che puoi chiedere di scaldarla in un qualunque 7-Eleven". E sì. Potrei davvero entrare in un minimarket alle 4 di notte e chiedere di scaldarmi la zuppa della sciùra Maria.
Ma, sono TROPPO stanca per raccontarvi tutto per bene. Quindi. Abbiate pazienza. E beccatevi il Chun's mode.